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Sbiancamento dentale: domande frequenti

18 novembre 2019

Sbiancamento dentale: domande frequenti

A cura del dott. Venturini Patrick – Odontoiatra specialista in Estetica

Ecco le risposte dello specialista alle domande più frequenti per quanto riguarda lo sbiancamento dentale.

Lo sbiancamento può danneggiare lo smalto dei denti?

Se prendiamo in considerazione la quantità di conservati acidi presente nei cibi visto e considerato l'abitudine alimentare nei giorni d'oggi, il danno da sbiancamento allo smalto dei denti è considerato insignificante.  L'utilizzo di una tecnica corretta garantisce l'integrità della struttura dei denti senza nessun danno, partendo da una diagnosi corretta e precisa ma soprattutto individuale.
Ogni caso richiede un protocollo specifico per garantire il miglior risultato senza effetti collaterali.

Il leggero fastidio/ipersensibilità dopo le sedute può rimanere per sempre?

No.

Il fastidio è causato dalla disidratazione durante le ore in cui i denti rimangono in contatto con lo sbiancante che automaticamente scompare dopo poche ore.

Esiste un momento giusto di eseguire lo sbiancamento?

Prima di qualsiasi terapia ricostruttiva/protesica.

Esiste un limite di età per poterlo fare?

NO. Ogni caso richiede diagnosi e piano di trattamento specifico in modo tale che si possa avere un'idea del risultato finale di una terapia che può assumere tempi brevissimi come quello di una seduta in poltrona di 1 ora oppure mesi di terapia nei casi più complessi.

Il bianco ottenuto durerà per sempre?

La sicurezza della tecnica è giustamente questa: risultato garantito per tutta la vita!

Esistono contro-indicazioni?

Da evitare nei pazienti in stato di gravidanza e allattamento, considerando sempre il quadro di salute generale del paziente e l'origine della discromia dentale.

La tecnica migliore per raggiungere più velocemente il bianco dei miei sogni?

Da stabilire dopo diagnosi precisa e soprattutto quando si ha un'idea chiara della permeabilità dello smalto dentale.

A chi dovrei rivolgermi per corretta diagnosi nei minimi dettagli?

L'affidamento ad un professionista idoneo e aggiornato sulle tendenze continua ad essere la miglior soluzione per la garanzia dei risultati prestabiliti. Lo sbiancamento dentale continua ad essere la terapia meno invasiva tra tutte quelle che si propongono di cambiare il colore naturale dei denti rimanendo la prima scelta tra le terapie sempre più conservative in grado di cambiare non solo l'aspetto fisico ma soprattutto ridando l'auto-stima a chi valorizza il benessere e ha sempre sognato di avere un sorriso perfetto.

Esistono procedure per il mantenimento come le solite terapie della chirurgia plastica?

Una volta applicata una terapia corretta che sia in grado di portare a termine attraverso il raggiungimento dei risultati prestabiliti non si presenterebbe il bisogno di "ritoccare". Quello che capita spesso è frutto di una diagnosi non precisa che riconduce ad una terapia no idonea al caso ed ulteriore necessita di ritocco nel tempo, cambiando spesso il professionista ed ovviamente diagnosi e scelta del materiale - agente sbiancante.

Quando i denti sono resistenti allo sbiancamento cosa dovrei fare?

I tempi di terapia possono allungarsi in virtù di una super resistenza dello smalto dentale ed intensità del colore della dentina (tessuto sottostante allo smalto che compone la struttura dentale). Le alternative ad un cambiamento notevole ricadono su terapia conservati nella maggior parte dei casi con l'applicazione delle faccette in ceramica - lenti a contatto.